Micro-intervista con Sonia Pulido

/ federico

Oggi, per il nostro Hair Salon degli artisti, è passata un’illustratrice che fa dell’energia nei progetti artistici il suo punto forte. Oggi intervistiamo a una leonessa dei vinili decorativi: Sonia Pulido.

Ciao sono Sonia Pulido. Sono illustratrice. Disegno perché mi piace e perché non saprei fare altro. O si, forse a volte lascerei tutto e me ne andrei senza guardare indietro.

Parlaci dei tuoi gusti in due linee (colore, canzone, film o cucina)

Mi piacciono tutti i colori, meno il viola. Chiaro, ho i miei preferiti, però cambiano in base al momento. E e gustan todos lo colores, menos el lila. Claro, hay preferidos, pero pueden variar según el momento. Il celeste, il giallo ocra, qualche rosa, i rosis. Grigi e verdi.

Non ho genere musicale preferito. Però se volete che vi dica una canzone che sento molto ultimamente è Chocolate dei Tindersticks. Diesco The Something Rain.

Film…Ho da poco visto La solitudine del maratoneta. (1962) e mi ha entusiasmato. E’ uno di quei film che ti girano e rigirano e no finiscono quando finisce il film…Però non so dirti un film preferito..Ce ne sono tante…E molti registi che mi piacciono…

Per quanto riguarda la cucina, la adoro! Davvero, è un gran piacere. E se dovessi scegliere qui non ho dubbi, i cannelloni di mia mamma, perché sono buonissimi e la parte simbolica ed emotiva…Senza dubbio il mio piatto preferito.

Raccontaci qualcosa dei tuoi inizi artistici

Sempre ho disegnato, da piccola. Si tratta proprio della mia vocazione. Il primo lavoro è stato per una rivista infantile, che non è proprio il mio campo. E ricordo la sensazione di essere totalmente persa. Questa sensazione curiosamente non fa testo.

Da dove viene la tua passione per l’arte? Qual è il centro dei tuoi interessi?

Tutto, mi interessa tutto. Sempre mi ha interessato e sorpreso tutto ciò relazionato con l’arte. Mi ricordo da piccola aver visto un telefilm, forse, dove il padre del bambino protagonista era un illustratore. Fu una rivelazione! Un padre che disegnava ed era il suol lavoro! Era quello che volevo fare io!

Quando ritorni a casa, c’è un posto dove sempre vai?

Da anni vivo fuori Barcellona. Anche se vivo relativamente vicino, mi piace ritornarci come turista. MI piace il Barriogotico e sono fan di Gracia! Quando posso, vado ad un bar che sta nel recinto del Museo Marés. Mi piace andare a trovare le mie amiche di Oslo.

Da dove viene la tua ispirazione?

Da ovunque. Però credo molto nel lavoro. Come dice quel detto “che ti prenda lavorando” (In spagnolo nell’originale ndr)

Qual è il tuo artista preferito, che sia famoso o no.

Puf... Che difficile…Sempre mi hanno impressionato Patinir e Bruegel. Ora mi entusiasma “El Aduanero” (Il doganiere ndr)e mi piace molto il lavoro di Riikka Sormunen, Carson Ellis, Pierre Mornet.Luci Gutiérrez e Carmen Segovia, con la quale abbiamo molti punti in comune. Violeta Lópiz, Riki Blanco...Molti altri…è dura decidere.

Come procedi quando crei? (ambiente, mood…)

Dove lavoro meglio è nel mio studio. Non mi porto in giro quaderni da viaggio ne altro simile. Non è il mio stile. En mi tavolo, con i miei fogli, matite e pennarelli. Le riviste e i libri vicino…Senza dimenticare la musica o la radio.

Come descriveresti il tuo lavoro?

Il mio lavoro è un mix infinito!

Che pensi dei Wall Stickers?

Mi sembra un’idea geniale per intervenire sullo spazio!

Twitter o Facebook?

Non ho twitter, ma solo per una questione di tempo, quindi direi Facebook.

Che consiglio daresti ai clienti per dare vita alle loro creazioni?

Credo che non darei nessun consiglio! Forse solo che si divertano e che sperimentino tutto quello che la piattaforma (Camaloon) offre.

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